Trova la tua voce!


Non c’è una via giusta per essere madre. C’è solo la tua via — quella che nasce dall’ascolto, dalla verità e dall’amore che porti dentro.

Glennon Doyle

Salve Reader e bentrovat@!

Come forse già sai, Ottobre è il mese di sensibilizzazione alla salute mentale e, se già è difficile promuoverla nel contesto generale, lo è ancora di più nel contesto genitoriale.

I genitori sono saturi: di contenuti, strategie, regole da applicare rigidamente, molto spesso contraddittorie.

Come ti senti rispetto a questo caos informativo? Il feedback che ricevo io, nel mio lavoro, è che i genitori, soprattutto le mamme, ascoltino pareri contrastanti e si sentano di conseguenza sempre più inadeguat* e inadatt*: a chi devono dare retta?

Se poi si è alla prima esperienza, l’insicurezza si accentua per la mancanza del senso della prospettiva futura (mio figlio dormirà mai la notte? Starà sempre attaccato al mio seno? Riuscirò ad essere cognitivamente pronta per il rientro al lavoro? Avremo di nuovo una vita di coppia?).

Il sentirsi inadeguat* e inadatt* ha un effetto valanga fortissimo: come stare psicologicamente bene, se pensiamo che non siamo in grado di fare il genitore?

D'altra parte, la domanda che mi pongo io come professionista è: come posso promuovere la salute mentale di te mamma (o in generale, di te genitore), senza risultare un’altra voce in più che ti dice cosa fare e cosa evitare, aumentando ancora di più il senso di insicurezza e inadeguatezza? (che circuito vizioso!)

La salute mentale materna infatti si ottiene anche migliorando il proprio senso di autoefficacia, sentendosi capaci, in grado di affrontare ragionevolmente le sfide della genitorialità con leggerezza ed autonomia.

Per questo ti dico: nella maternità, trova la tua voce.

Parti dal presupposto che non c'è un’unica maniera corretta di fare le cose, e che la visione di un’unica maternità totalizzante o perfetta molto spesso contribuisce all’ansia e alla depressione nel periodo perinatale.

Nel lavoro coi genitori nel periodo perinatale, il fulcro non è tanto sul cosa sia giusto fare, ma sul come (processo).

Quello di cui un bambino/a ha bisogno è infatti di

un adulto, emotivamente regolato (e questo nel post-parto è forse il punto più difficile),

che sa osservare suo figlio/a nel qui e ora

e che diventa per lui/lei una presenza non perfetta, ma sicura.

Di una mamma che non cerchi risposte standard, ma si ponga le domande importanti. Di una mamma che pensi prima di agire, piuttosto che replicare acriticamente quello che il dottor X o la dottoressa Y le hanno consigliato.

Che consideri che può anche fare qualche sbaglio, perché sa che non farlo è impossibile, ma può porvi rimedio: in altre parole, che accetti di essere umana.

Se hai bisogno di aiuto per essere questa mamma emotivamente stabile, equilibrata e sicura (anche nella sua umanità imperfetta), prenota la tua consulenza rispondendo a quest'email. Farò un'analisi della tua specifica situazione e ti proporrò il percorso più adatto a te.

Se invece già sei una mamma serena e sicura, brinda a te stessa! ✨✨


Sfida di questa settimana: quando sei in difficoltà nella relazione con il tu* bimb*, prova ad osservarlo come se fossi una marziana arrivata oggi da un altro pianeta! Ovvero con curiosità e novità. Fammi sapere se - e cosa noti di diverso... 🌞

Se sei incinta, allena la tua capacità osservativa già da adesso!


Grazie per aver letto, a presto! Come sempre rimango in ascolto.

Giovanna Fiore,

Responsabile Aree Perinatale e Infantile della Psychikós Clinic e creatrice del Progetto digitale Benessere Perinatale. Mi trovi anche su instagram.

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Giovanna Fiore - Psychikós Clinic

Sostengo le mamme a "trattarsi bene", prendendosi cura di sé stesse e de* loro bambin*, sin dalla gravidanza. Percorsi: Mi tratto bene, Psicologia e psicoterapia perinatale, Consulenze genitoriali. Per maggiori informazioni visita il mio sito www.benessereperinatale.eu.

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